“Nonostante tutto”
"Nonostante tutto" di Michele Romano, è una raccolta di pensieri in versi poetici.
Consigliatomi dall’autore stesso, mi sono piacevolmente predisposto alla lettura di queste poesie.
Bisogna premettere, come forse molti sapranno, che leggere un libro di poesie, non è come leggere un semplice romanzo.
In cosa consiste la differenza? La risposta più opportuna sarebbe quella di consigliarvi di comprare un libro unicamente di poesie, e da voi, noterete subito l’abissale differenza.
Un romanzo, solitamente, lo si legge tenendo ben presente nella propria mente ciò che accade pagina dopo pagina.
Con le poesie questo non sussiste.
E così avviene in "Nonostante tutto".
In una semplice pagina, Quella Pagina, c’è concentrato un pensiero, un profondo concetto che trova vita tra punteggiatura, rime e arte di composizione.
Ogni Poesia, rivela una parte interiore dell’autore, ed è inutile passare alla pagina successiva, se quei versi non ti sono entrati dentro.
E’ questo il gioco di chi compone versi poetici. E’ questo il "gioco" di M.Romano. Dire e non dire. Dirlo a modo proprio, così come esce dal cuore, senza sapere se poi effettivamente quelle parole susciteranno effetti in chi le leggerà.
Non a caso anche l’autore stesso, ben conscio di questo, scrive:
"non m’importa quanti siete a cui riesco ad arrivare
non m’importa quanti siete che riuscite un pò ad amare
il mio modo di essere… il mio modo di comunicare
mi basta che anche uno solo… là fuori
sia riuscito a capire… … .."
Sono rimasto personalmente colpito, non tanto dalla capacità compositiva dell’autore, ma da quella espressiva.
Ho riletto ogni poesia per ben due volte.
Per capire bene se avevo capito, scusate il gioco di parole. Volevo essere sicuro, che andando avanti, pagina dopo pagina, potessi comprendere sempre meglio quella mente e quell’interiorità.
Penso di esserci riuscito. E’ inutile dirvi cosa viene detto in ciascuna poesia. Sarebbe limitativo.
Quello che più conta, è il personaggio che ne esce alla fine, quando hai chiuso il libro.
La personalità e stralci di vita del poeta, vengono ben delineati in quel mondo che ha scoperto essere il suo mondo:
"è questo il foglio che ora ritrovo davanti ai miei occhi… bianco…bianco come può essere bianco lo splendore della vita [...] bianco trasparente… che ti mette a nudo… che non mente… che non ti mente… che ti riflette così come sei…"
Poche pagine di lettura e scopro qualcosa che ci accomuna in quello che sta dicendo:
"non ti puoi svegliare una mattina e guardandoti allo specchio ripetere a te stesso che vuoi diventare uno scrittore… scrittori si nasce… te lo senti dentro [...] viene tutto da sè"
E quel qualcosa dentro, quel "dono di Dio", vive di sicuro su quel foglio bianco e di certo vivrà per tutti quelli che poseranno i loro occhi su quei versi che si raccontano a cuore aperto.
Quando tre giorni fa avevo il libro tra le mani, la sua minuta "dimensione fisica", mi riportò alla mente quando acquistai il libro di un autore che reputo un Eccezionale Scrittore: "Novecento" di Alessandro Baricco.
Quando finii di leggere Novecento, imparai una grande lezione: non sono il numero delle pagine a farne la fama, ma è il peso che quelle poche hanno, a renderlo importante.
Finito di leggere Nonostante tutto, quella lezione si ripropone con piacere, ed io pronto a prendere atto del suo valore.
Concludo inserendovi, una tra le poesie che più mi hanno colpito per la sua sincerità.
Ce ne sono sicuramente altre di belle che avrei potuto riportare, ma quelle le lascio alla vostra lettura, se siete curiosi.
"Finalmente ti sei fermata un momento
mi sono preparato tanto tempo a questo incontro
l’ho sognato… l’ho sfiorato… l’ho desiderato
ma alla fine… niente di che si è rivelato
non è scattata la scintilla nel mio cuore
non è abbastanza forte da poterlo chiamare amore
questo non so che… che tra noi c’è stato
tutto un malinteso… meno male che è finito
non vedevo l’ora… ero così impaziente
per me eri una chimera… una cosa travolgente
ma alla fine ti sei rivelata… niente di speciale
non ho mai sentito… quel colpo addominale
quello che ti stende… che ti fa gioire
ma ho dovuto provarci… per poterlo capire
meglio così… almeno non avrò rimpianti
ormai con le tue armi non mi incanti
non mi resta adesso che cercare un’altra ancora
per provare quello che non ho provato finora
ma al cuor non si comanda… vorrei ben vedere
anche se la ragione vorrebbe prevalere."
Michele Romano ha un blog. In arte Jerry.


Sono davvero contento che ti abbia rapito…Grazie per le stupende parole che hai speso per me ed il mio libro…;)
"Finito di leggere Nonostante tutto, quella lezione si ripropone con piacere, ed io pronto a prendere atto del suo valore"…Sono senza parole…
Speriamo non passi Baricco da queste parti…hahahahahahahahahahha…
OK OK VA BENE VA BENE HO CAPITO… PRIMA ROMACA , POI SARA , POI D@NY , PETIT E JACK …ORA ANCHE TU … BASTA MI ARRENDO …LO COMPRO!!!!
PROMETTO … APPENA POSSO VADO ALLA FELTRINELLI E LO PRENOTO !!!!
Quant’è vero! Anche io scrivo da un pò e l’ho sempre fatto perchè ne sentivo il bisogno fisico. Non ho mai atteso una sola parola davanti il foglio. Sono sempre venute da se, proprio come per Jerry. E come dice lui, non è importante se poi è solo una persona a capire. L’importante è esprimersi.
Con le poesie questo non sussiste."