Sopravvissuto, Dead or Alive – Michele Romano
In pochissimi giorni, tra un’ora libera e l’altra ho letto “Sopravvissuto – Dead or Alive” di Michele Romano.
Tanto breve quanto intenso.
Dello stesso autore in passato avevo letto Nonostante tutto, un libro interamente poetico, in cui molte delle sue poesie riuscirono a catturarmi.
Questo nuovo libro non è da meno, e sembra essere ancora più coinvolgente lo stile di scrittura.
Ancora poesie, ma non solo. C’è spazio anche per un breve racconto romanzato.
Iniziando a leggere si è subito catapultati in una dimensione di sofferenza, si vive una situazione di dolore ma allo stesso tempo di forza, coraggio e rabbia.
E le parole che vengono usate sono molto cariche di sentimento. “Tutto è cominciato così” un’esortazione che da l’incipit a tutto il libro e che narra di un ragazzo, costretto in un letto di ospedale, incapace forse di accettare la dura realtà che lo ha visto ad un passo dalla morte.
Ma ci sono queste parole di un amico-fratello che sono vicine alla sua condizione, pronte a dargli una scossa, a tenerlo in piedi, a sostenerlo nella sua lotta per rialzarsi e tornare a vivere lontano da quel letto di ospedale.
[…]Pensa che potevi rimanerci…ma questo stesso destino che definiamo crudele, non te l’ha permesso…ti ha tenuto in vita…ti ha dato l’occasione della vita…coglila…non sprecarla…cazzo…non sprecarla…E non farlo per me, per la mamma, per papà o per chiunque altro ti passi per la mente in questo momento…fallo per te…solo per te…
Tutto è cominciato così…
Inizia poi la parte romanzata, di un uomo in bilico tra la vita e la morte, che viene catapultato in luoghi e spazi temporali di cui egli stesso non riesce a trovare ragione.
Solo di una cosa è certo: la felicità che prova quando riesce ad allontanarsi dal suo letto d’ospedale per ritrovarsi su una panchina, quella panchina che lo fa sentire libero, se stesso.
Con la mente viaggia e si discosta temporaneamente dalla sua condizione, per tornare a vivere momenti e circostanze che sono in grado di concedergli attimi di grande emozione e verità.
Il libro mantiene comunque ben salda quella che è la vera arte di Michele Romano: la poesia.
Ed è affascinante il modo in cui sembra rivolgere ogni singolo verso che compone, per qualcuno, forse amici, che lui stesso dice appartenere ad un “mondo virtuale”.
Questo “mondo virtuale” sarà il mondo di Internet in cui spesso le persone hanno avuto modo di leggere e apprezzare le sue poesie?
Le persone a cui sembrano essere dedicati molti dei versi di questo libro, saranno le stesse che lo accompagnano nella sua vita virtuale e che lo hanno sempre seguito?
Non ci è dato saperlo, e forse l’autore vuole depistare i suoi lettori con una nota di precisazione:
Ogni riferimento a persone, fatti o cose reali e/o virtuali è puramente casuale…protagonista compreso.
Chissà forse questo libro non è poi così soggettivo come a me e a molti potrebbe sembrare.
Personalmente resto colpito da una cosa: non solo io, ma credo molti che avranno occasione di leggere questo libro, potranno in qualche modo sentirsi parte di esso.


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