“Il deserto dei Tartari”

 
Questo romanzo è stato fra i primi che ho letto. La parte di racconto che andrete a leggere, è tratta dal romanzo di Dino Buzzati, "Il deserto dei Tartari". E’ una descrizione abbastanza forte e profonda. Ricordo che queste poche righe lasciarono un forte significato. Ancora oggi ripenso ogni tanto a questo frammento di testo. Lo ripenso soprattutto quando sento notizie di soldati. In certi casi per qualcuno il destino è inevitabile, e agli altri spetta il malinconico gesto della scoperta e del ricordo.
Un romanzo che consiglio a tutti, per ciò che narra, e per il senso di ogni sua singola parola. Dedicategli due minuti.
 
[…] Tronk non batte ciglio, risponde <<signorsì>> e si affretta nel cortiletto, subito dietro il portone. Un piccolo gruppo, alla luce di lanterne, esce poco dopo dalla Fortezza: Tronk in testa, poi quattro soldati con una barella, altri quattro soldati armati per precauzione, per ultimo lo stesso maggiore Matti, avvolto in una stinta mantella, che trascina la sciabola sui sassi. Essi trovarono il Lazzari così com’è morto, la faccia a terra e le braccia protese in avanti. Il fucile tenuto a tracolla si è impigliato, nella caduta, fra due sassi e sta diritto in su, col calcio in alto, cosa strana a vedersi. Il soldato, cadendo, si è ferito una mano e prima che il corpo si raffreddasse un pò di sangue ha fatto in tempo a colare, formando macchia sopra una pietra bianca. Il cavallo misterioso è scomparso. Tronk si china sul morto e fa per afferrarlo alle spalle, ma si ritira di scatto indietro, come se si fosse accorto di andare contro le regole. <<Tiratelo su>> ordina ai soldati con voce bassa e cattiva. <<Ma prima levategli il fucile.>>
Un soldato si abbassa per slacciare la cinghia e depone sui sassi la lanterna, proprio vicino al morto. Lazzari non ha fatto in tempo a chiudere completamente le palpebre e nello spiraglio degli occhi, sul bianco, la fiamma fa un lieve riflesso. […]

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4 thoughts on ““Il deserto dei Tartari”

  1. Ottimo libro!!!
    Non puoi non sentirti attanagliato da un’agghiacciante senso di solitudine mentre prosegui nella lettura.
    Sconfortante sì, ma molto realistico.
    Ci pone davanti una dura realtà.
    Che dire di più?
    Leggetelo!!
  2. Leggendo questa parte di romanzo,il pensiero và a tutti quei soldati ke in tanti anni di guerre hanno perso la vita sul campo,lasciando soli kon il loro dolore famiglie,figli e molte volte anke figli mai konosciuti! Grazie per questo momento di riflessione!
    Un bacio e un augurio di notte serena!
  3. Bellissimo romanzo davvero! Mi ricordo il profondo senso di sconforto che si prova leggendo la fine… Non voglio dire altro sennò gli aspiranti lettori mi strozzerebbero!
    Mi sono piaciuti anche  di + i racconti di Buzzati… meriterebbero di essere sfogliati di nuovo, perchè non me li ricordo molto bene…
    (avere una memoria pessima ha i suoi pro e contro… ogni libro e/o film dopo qualche mese torna ad essere nuovo per me :P)

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