“Il desiderio più grande”

Liam aveva poco più di 10 anni. Un età in cui è difficile prestabilirsi determinati obbiettivi per la vita, la vita futura.
Restava assorto nei suoi pensieri, seduto su quella panchina fredda del parco dietro scuola. Se quella vecchia panchina avesse potuto parlare, lo avrebbe sicuramente ringraziato per essere così spesso su di lei, a riscaldarla col calore del suo corpo.
Liam aveva lo sguardo perso nel vuoto e solo una cosa riusciva a risvegliare la sua mente: le urla dei suoi amici quando gridavano il suo nome, deridendolo per essere così diverso da loro. Probabilmente era così. Ormai più i giorni passavano e più si autoconvinceva di questo: non avrebbe mai potuto essere come un vero bambino di 10 anni.
Ecco quindi cosa lo spingeva a restare sempre fermo e immobile, seduto, durante un inverno così gelido. Avrebbe voluto anche lui urlare e correre come facevano tutti, ma la sua situazione era troppo pesante per permetterglielo. E così continuava a pensare, e più aveva freddo e più rifletteva sul suo futuro, su quello che ne sarebbe riomasto di lui, sulla fine che avrebbe potuto fare ora…ora che i suoi genitori avevano deciso di abbandonarlo a causa di un destino ingiusto per loro.
Non gli rimaneva che meditare sul il suo desiderio più grande: quello di riavere la sua vera famiglia. Ma seppur piccolo, sapeva quanto questo era impossibile.
Gettava tutta la sua rabbia e speranza su quello che desiderava per il suo avvenire, se mai un giorno fosse diventato abbastanza grande da superare il dolore: pensava così a se stesso tra una ventina di anni; riusciva a vedersi da grande mentre ricordava i momenti passati su quella panchina; si immaginava felice per aver realizzato il suo più grande desiderio: avere una nuova famiglia, la sua famiglia.
[…]
Oggi all’età di 30 anni con questa penna in mano scrivo di quel bambino così piccolo, ma allo stesso tempo così grande, che è riuscito a raggiungere quel sogno così tanto meditato in quel freddo inverno. Oggi scrivo di lui, che ha creato questa sua famiglia, e che vede nei 10 anni di suo figlio la stessa spensieratezza di quei suoi amici, che al parco gridavano il suo nome.
Oggi urlo anche io, senza deridermi e senza più dolore, il mio nome!!

Liam

[..dani..]

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6 thoughts on ““Il desiderio più grande”

  1. commento ora, prima non era possibile…
    io non ho perso i genitori, però so perfettamente cosa si prova a stare seduti mentre gli altri corrono… lo sapevo a 10 anni, ma anche da prima… so cosa vuol dire sentirsi diversi a quell’età, e sentirlo ancora oggi per alcuni aspetti… lo so perchè mi perdevo anche io nei miei pensieri e nelle mie domande, le urla dei compagni e essere derisi perchè "diversa"… ma poi diversa per cosa?… diversa nell’esprimersi temo… volevo essere come gli altri ma non potevo, e loro lo sentivano lo sapevano…
    gli anni dell’infanzia dovrebbero essere i più belli, per me sono stati un incubo… però ora so che non mi cambierei per niente al mondo!
    un abbraccio
  2. che carino questo post…
    mi fa molta tenerezza questa storia..
    quando anch’io avrò trent’anni spero di poterla scrivere uguale su di me..
    di essere fiera di quella che sono e che sono sempre stata..
    ciao ciao
  3. Bhè Dani,
    come sempre…sei un mostro nello scrivere.
    Mi hai commossa…breve e intenso.
     
    PS= ho notato che manca una parte dato che hai inserito le quadre […]
    Mi farai leggere la parte mancante, ok??
     
    Bacione!!!!
  4. un caloroso abbraccio dani…questo post mi fa un pò :'(………………però dai….voglio regalarti un sorriso grande e augurarti una buona giornata.ti scrivo questo,perkè gridando non mi sentirai di sicuro,le mie corde vocali (poverine)……..ihihihihihih va bè dai voglio dirti ke devi sempre gridare il tuo nome,anke quanto ne hai più bisogno….e se ti senti un pokino triste ,ricorda ke io ci sono..gridiamo insieme.(corde vokali,permettendo eh).un kiss perl4
  5. penso che tu non abbia capito (anche per colpa mia temo) … l’ultimo intervento non è prettamente politico, non ho detto che gli ideali, le idee i sogni siano solo di sinistra, sarebbe sciocco da parte mia affermarlo! anche perchè non lo penso…
    ciò che ho scritto riguarda una persona a cui tengo particolarmente, la persona che amo, la persona che è un amico… il migliore…
    la frase scritta in corsivo è parte di un discorso… lui mi dice "che è morto tutto" e l’altra è la mia risposta… ho pensato di scrivere questo intervento non per politica, ma perchè ho pensato che altri potrebbero sentirsi nel suo stesso modo…
    alcuni valori non sono ne di destra ne di sinistra o almeno dovrebbe essere così
    un abbraccio e un bacio
  6. E’ triste quando i bambini vengono derisi dagli amici,
    non tutti riescono a sopportare il dolore che questo
    provoca in loro….anche perchè gli amici dovrebbero
    starti vicino nei momenti bui della vita e non scagliarsi
    contro.
    Complimenti Dani per questo post….bello davvero!
    Ciao, bacioni!

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