Il giorno della Laurea

La notte precedente fu un pò insonne. Di tanto in tanto mi svegliavo con una leggera ansia. Riuscivo praticamente a vedere davanti ai miei occhi ciò che mi aspettava.

Quando arrivò il mattino, mi alzai dal mio letto facendo finta di dover trascorrere una giornata come tutte le altre, un semplice quanto inutile sistema per non farmi sopraffare dall’agitazione. Mi preparai come facevo sempre quando dovevo andare in università, ma l’eccezione questa volta la faceva il vestito: non ero solito andare in facoltà così elegante.
Attraversai il traffico in macchina, la mente completamente vuota, ma il viso assolutamente teso e concentrato.

Quando arrivai dietro la porta dell’aula, in cui a breve avrei dovuto esporre il discorso della mia tesi, erano le 9.15 circa. Davanti a me c’erano 8 persone. Chissà se anche io riuscivo a nascondere l’emozione come facevano gli altri laureandi. A giudicare dai commenti dei miei amici nel post laurea, ero l’emblema del terrore. Neanche il quadro di Munch “L’Urlo” avrebbe potuto reggere il paragone. Eppure dentro di me, dietro quella porta, riuscivo a mantenere un certo equilibrio, e a parlare tranquillamente con chi, in quei minuti di attesa, stava a farmi compagnia.

Passarono i minuti. Ore 10.50 circa. Sono ancora dietro quella porta che respiro profondamente. Le gambe le sento rigide, due pezzi di legno. Per fortuna sono ancora giovani da potermi sorreggere. Un ultimo sguardo alla Tesi e vedo uscire uno dei membri della commissione. Sento il mio nome e poi l’invito a entrare.

E’ incredibile come la mente nel giro di pochi secondi riesca a viaggiare rapidamente da situazioni così grandi che per riviverle non basterebbe una sola giornata. Ma in quel frangente riuscii a rivedere tutta la mia carriera universitaria racchiusa in 40 secondi, il tempo necessario per prendere posizione sulla sedia posta dinanzi ai professori. A distogliermi da quel pensiero fu il frastuono delle sedie dietro di me, dove genitori e amici prendevano posizione per ascoltare la mia discussione.

Resettai la mente, lasciando spazio solo a ciò che serviva in quel momento.
10 minuti in cui parlai liberamente e senza intoppi. Anche se la mia voce tremava ed era leggermente spezzata dall’emozione, vidi che riuscivo a farcela, che non avrei avuto difficoltà. Poi la commissione, probabilmente interessata dall’argomento, mi fece tre domande. Solitamente il pensiero di uno studente è il seguente “Ma non poteva evitare di farmi domande?”, per la paura che si ha di non saper rispondere. E invece ero galvanizzato dal loro interesse. Era come se vedessi realizzato un lavoro durato un mese e mezzo di studio e ricerche.

Al termine, la commissione mi strinse la mano. Uscii dall’aula e me ne andai diretto verso l’esterno, volevo respirare un pò di aria fresca, e non mi accorsi delle persone dietro di me che per abbracciarmi furono costrette a placcarmi.
I momenti successivi alla discussione sono indescrivibili, solo chi ci è passato credo possa capire quello che si prova. Dire di una sensazione di leggerezza sarebbe troppo riduttivo.

Ma la soddisfazione più grande arrivò alle 13.00 circa. In un aula da 400 posti, si trovavano, strette come sardine, credo 800 persone, di cui 80 erano laureandi tutti in attesa, come me, di sapere la propria votazione.
Non sarebbe stato importante il voto, alla fine non è un numero che sancisce le capacità o meno di una persona…ma…quando questo arriva in maniera del tutto inaspettata riesce a regalare un contorno di euforia ancor più consistente.
“…la proclamo Dott. in Scienze della Comunicazione con la votazione di 101/110”.

Nell’istante successivo ciò che ricordo è la stretta di mano che diedi al mio professore, che mi ha aiutato a raggiungere quel risultato, una stretta di mano che per me voleva dire un congedo definitivo dal mondo Universitario.
Venni accolto da parenti e amici come se fossi un Gladiatore appena uscito vittorioso dall’Arena. E sinceramente, un Gladiatore avrei potuto sotterrarlo all’istante talmente ero esplosivo.
Tra baci, abbracci, foto, papiro e ringraziamenti, c’era un ringraziamento più grande che minuto dopo minuto prendeva forma dentro di me. Un ringraziamento a me stesso, perchè ho un caratteraccio a volte, ma questo fa si che non molli mai la presa. Ho raggiunto un obbiettivo tra mille fatiche, ritardi, problemi, angosce, ma il mio orgoglio e determinazione sono sempre rimasti intatti.

Forse la vera stretta di mano me la sarei dovuta dare da solo, perchè con le mie gambe ero arrivato a quel traguardo.
Quando tutti se ne andarono, salii sulla mia macchina e feci il giro del quartiere per ritornare davanti all’entrata dell’Università.
Vedevo ragazzi entrare e uscire dalla porta principale, ed io con aria soddisfatta me ne stavo a guardarli, quasi a dire loro “Quante volte l’ho fatto anche io. Quante volte anche io avevo il vostro stesso volto, svogliato all’entrata, stanco all’uscita, eppure ragazzi…se questo è il prezzo da pagare per sentirsi come mi sento oggi, allora vi auguro tanti giorni di fatiche”.

Non era un addio a quelle mura. So bene che ritornerò ancora.
In fondo, tra quei corridoi, ci sono 4 anni della mia vita.

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21 thoughts on “Il giorno della Laurea

  1. Ok. Ehm, ehm. Prova, prova! Si! Bhe, manco nei dintorni da un bel po. Vuoi per la nuova soluzione wls (che fa cagare!), vuoi per mancanza di tempo a causa dello studio. Ciò non preclude assolutamente l’assenza di un mio commento su questo post, a mio parere molto importante. Sostanzialmente, prima che lo scrivessi mi hai raccontato qualcosina. Ma ovviamente riportato così, o ancor di più vissuto è tutta un’altra cosa. Posso solo immaginare come tu ti sia sentito in quegli istanti, nel prima, nel durante e nel dopo. Ma so cosa vuol dire essere liberati da un enorme peso nella frazione di un secondo. Nella vita credo si abbia la possibilità di provare pochissime volte tale emozione, ma quando accade hai la sensazione di perire e rinascere nella frazione di un secondo. E’ una sensazione indescrivibile. Immedesimandomi nel tuo racconto, sin dalle tue prime parole e dalle prime circostanze descritte ho avvertito una certa ansia leggendole. La notte che precede l’evento è quasi sempre insonne. Il silenzio che contribuisce all’indomabile accesso di pensieri e ansie è ridondante. Vorresti che il tempo velocizzasse, ma più lo desideri e più tende a rallentare drasticamente. Al mattino, poi, fingere che sia una giornata come tutte le altre è a parer mio sfiancante: ti dona attimi di calma apparente, ma non appena ti accorgi che non è così piombi nel panico psicologico più totale. Il momento dell’atteza è il più opprimente: ti senti in bilico, consapevole che da un momento all’altro potresti essere "reclutato in guerra". Tu sei il soldato, la tua tesi, la commissione, la famiglia e gli amici con tutti gli annessi e connessi la frotta di cararmati e bomnbe pronte ad esplodere. Dev’essere straziante quel decimo di secondo, per me lo sarà senza imbra di dubbio. Ma quello che accadrà poi, ne convengo con te, vale ogni singola goccia di sudore espulsa precedentemente. L’adrenalina da terrore va via via vanificandosi, lasciando spazio a quella dell’eccitazione più acclamata. Terminata "la passione", commissione, tesi e platea si riducono ad un effimero residuo bellico, e tu sei il vincitore. E ti senti Dio, perchè il peso che ti attanagliava da 24 ore a quel preciso istante è stato rimosso istantaneamente, donandoti una sensazione di serenità e libertà che non ha pari. E forse non li avrà mai. Più che momento di felicità lo reputo un momento di liberazione. Ed è fantastico. E chi l’ha detto, dunque, che si ha bisogno della stessa felicità per essere felici (gioco di parole totalmente inutile, ma ci stava bene). In questo caso la libertà è il dono più grande, l’appagamento più indiscutibile. Ti ribadisco i miei più sinceri complimenti per la tua laurea. Spero che momenti simili nella tua vita possano fioccare in abbondanza.

  2. Bello il tuo post.
    Il giorno della mia laurea lo ricordo con estrema leggerezza.
    La domenica pomeriggio, il giorno prima, mi laureavo il lunedì pomeriggio, passato a ripetere o a fingere tale…figurarsi sono stata portata a mare.
    La mattina del Lunedì in facoltà a salutare tutti..
    Pranzo fugace..trucco al volo per aspettare chi con la vespa mi avrebbe portata in facoltà…volevo passare con Lei gli istanti prima.
    Poi la discussione, l’applauso…e il dopo: un tonado di Emozioni, sorrisi e due occhi caldi che mi guardavano ammirata.
    La sera la classica ena con chi è venuto da fuori per festeggiarti e poi…una lunga solitaria passeggiata sulla spiaggia…a piangere di gioia con chi Amavo e Amo più di me stessa…

  3. Congratulazioni e complimenti!
    La mia è ancora così lontana, ma se e quando ci arriverò credo che sarà una delle più grandi soddisfazioni della mia vita…
    Poter scrivere "dottore" davanti al proprio nome non ha prezzo!
    (Per tutto il resto, ovvero le tasse e gli innumerevoli libri acquistati durante questi lunghi anni di studio, c’è mastercard.)

  4. ah dani…quanti ricordi che mi hai fatto tornare in mente…(peccato solo che mia madre non ricordi nulla visto che non vide nulla, avendo pianto tutto il tempo ahahaha! vabè)…si in effetti è qualcosa che non dimentichi mai, una sensazione unica…perchè ce l’hai fatta…e ce l’hai fatta da solo…e per me vale mille volte di più per una storia che forse un giorno ti racconterò, per cui non posso fare a meno di essere immensamente orgogliosa di me, per tutto ciò che ho fatto, nonostante tutto e nonostante i mille libri lanciati al vento nei momenti di isteria 😛
    …e ogni tanto confesso che frugo tra gli scaffali della libreria, prendo la tesi e la sfoglio ad occhi chiusi… tra un sorriso e un ricordo…
    è un traguardo… un traguardo importante…ma anche una porta che si apre su un altro mondo che mi auguro (per me, come per te e per tutti quelli che si sono impegnati e ci credono davvero) sia pieno di soddifazioni e realizzazioni personali…
    …grazie Dottore…

  5. Grazie a lei capo, è sempre un piacere! 😉
    Uff però ieri non mi hai ringraziato x il commentino sulla poesia degli angeli… ops volevo dire del post in mio onore ahahahah
    Quanto me piaze scherzà ed imbrattare il blog + bello del mondo, siiiiiiii 😀
    Un beso dottoritos meo (ahahahah)

  6. Vi ringrazio tutti per i vostri commenti. Mi fa piacere aver condiviso con voi qualche emozone di quei momenti.
    Grazie anche a Angy per il tuo infinitissimo commento eheheheh
    Carlo, hai perfettamente ragione, 10 minuti sono veramente pochi per rendere bene l’idea di quello che è il proprio elaborato, anchese io fortunatamente ho avuto 5 minuti in più. Purtroppo il tempo è quello che è, ma l’importante, come hai be detto anche tu, è essere consci che si è fatto un buon lavoro!!! 😉

  7. Che bel racconto….c’ero anch’io li con te?…mi sa di si…ho letto tutto di un fiato, ricordo pochi mesi fa la laurea di mia nipote, che emozione, mi ero commossa e mi erano scese le lacrime…..
    Complimenti davvero…..ora inzia il bello! Credici!
    Un bacione
    Paola

  8. ke bel racconto dani 🙂 mi hai fatto sentire un po’ lì cn te…!!!
    beh, sai già quanto sono orgogliosa di te… ^^ quindi, ke altro dire? ah sì… ke sn + ke sicura ke sia te ke roby troverete prestissimo un posto degno di voi nel mondo del lavoro, xkè siete speciali e meritate davvero ogni bene!! io faccio tanti incrocini x voiiii!!!
    ODE AL PROF. PONTONEEEEEEEE (e al Prof. Flipper anke…!!)
    baciottoliiii

  9. Bravo! bravo! bravo! E a me quando capiterà??? Aaaaaaaa non ne voglio parlare (almeno per ora)……

    Bises

  10. mi hai fatto rabbrividire
    che bello..sembrava esser li con te…
    complimenti ancora
    che soddisfazione..
    un grande bacio

  11. Che meraviglia! finalmete ci hai regalato la possibilità di emozionarci col tuo giorno X. E’ inutile dirti che leggendo sembrava davvero di essere lì con te.
    Io non sono laureata ma ho affrontato ben 3 lauree "vissute" appieno, nel senso che rigurdavavo le persone + care a me. Specie l’ultima laurea quella di novembre di cui ti ho accennato, me la sento davvero addosso, è come se mi fossi laureata io. Anche xkè ha riguardato mia cugina che è la persona a cui tengo + di ogni altra, io la considero mia sorella, la sorella che non ho avuto, abbiamo condiviso sempre tutto e anche x questa "avventura" non poteva essere diversamente. 4 anni di studio insieme, di appunti e dispense varie, di ripetere e ripetere, pomeriggi interi a fare traduzioni d’inglese, mesi estivi passati ad interrogarla, non ti dico poi l’ansia prima degli esami che buttava addosso pure a me. Ad alcuni esami andavo pure io ma non voleva che entrassi dentro l’aula. Poi tutti i resoconti dettagliati post-esame. Non ti dico poi x la laurea… gg interi a preparare la tesi, poi a ripeterla. Fino alla mattina stessa (visto che la laurea è stata alle 18) si presenta a casa mia urlando: "Angyyyyy mi fai ripetere la tesi?" ed io: "ancora?????". C’era da andare il parrucchieria, da organizzarsi x la trasferta pelermitana, avevamo il fabbro in casa… non ti dico… E x non bastare alle 13 si ripresenta a casa mia e mi fa: "Ma non mi hai preparato nulla? un discorsetto…", sono entrata nel panico… voleva pure il discorsetto!!!!! ahahah Ma essendo io una che quando gli metti una cosa in testa poi la faccio, ho cominciato ad abbozzare una cosetta, naturalmente scritta a mano e ricopiata sempre a mano (e chi c’aveva il tempo di accendere il pc?) fino all’ultimo secondo prima di partire. Avrei voluto preparare un bel discorso di quelli strappalacrime, anche xkè io adoro scrivere e poi avrei davvero fatto un bel lavoretto, visto che la conosco + di chiunque altro… ma non ho avuto il tempo materiale. Lei me l’ha chiesto all’ultimo, ma non potevo deluderla (è il mio amore 🙂 ), così ho optato x un discorsetto tutto da ridere, allegro e pieno di sfottò. E devo dire che è venuto fuori un bel lavoretto, tanto che appena lei lo ha letto mi sono guadagnata un bel applausetto 😉 Certo vivere la laurea personalmente è un’altra cosa, ma posso dirti che se la vivi da molto vicino qualcosa ti passa lo stesso, emozioni che non dimentichi. L’ansia prende pure a te, il tremore, l’attesa della discussione, sentire quella voce tremolante, vederla come toccava continuamente il microfono, come si aggiustava la giacca, l’attessa del voto fino a sentire quel 110 che ti ripaga di tutto… ti fa sentire orgogliosa di essere stata, in un certo senso, anche tu la protagonista di quell’avventura, ok faticosa ma che soddisfazione!!!

    Ammazza, Danilù non puoi dire che oggi non ho scritto ahahah
    Un bacione dottorino :)))))

  12. Bravo Dani, ero anche io in quell’aula! Sono emozioni che non si scordano queste.
    L’unico rammarico, per quanto mi riguarda, è stato quello di non aver avuto abbastanza tempo per fare una discussione come si deve.
    Ho fatto una tesi di ricerca che mi ha impegnato per diversi mesi in cui ho indagato negli archivi tra padova e verona e quei dieci quindici minuti mi sono sembrati pochissimi per esporre in modo completo ed esauriente tutto il mio lavoro.
    Peccato perchè viene sempre dedicato troppo poco tempo all’esposizione e alle domande.
    Ad ogni modo la soddisfazione per aver prodotto la tesi non ce la toglie nessuno anche se sarebbe ancora meglio poter esporre in modo completo il nostro elaborato alla commissione (spesso composta da prof dormienti e svogliati).
    Complimenti dotòr e 101 di questi giorni!

    carlo alberto

  13. emozionante!!!! e bravi i "miei" dottori (Rob e Dan), la laurea di danilo l’ho capita quella di roberto un po’ meno ° _O

    cmq ancora congratulazioni dani…baci

  14. Già, anch’io credo che solo se le si vive di persona si possano provare quelle emozioni. Si possono immaginare, ma non è assolutamente la stessa cosa. Quante volte ho assistito alle lauree di altre persone, immaginando che la sensazione di aver raggiunto quel traguardo fosse bellissima….ma poi l’ho vissuta personalmente, ed è allora che ho capito veramente quel che si prova. L’ansia iniziale, la paura di incasinarsi con la discussione, la liberazione finale, la stretta di mano successiva alla proclamazione, lo spumante stappato appena fuori dalla porta dell’aula magna, gli auguri che arrivano uno dietro l’altro senza renderti conto chi è che te li fa, e poi il ritorno a casa, la prima notte da laureato, e la prima mattina che cominci veramente a realizzare l’idea dal momento che non hai esami da preparare e tesi da rivedere. Sono tutte sensazioni strepitose. E ti dirò, come sai io da poco ho finito la specialistica….ma la sensazione della triennale, della prima volta…..è unica!!
    Ancora tanti auguri Danilo, in bocca al lupo per il tuo futuro.

    PS: Ok che hai superato spagnolo e il giorno della tua laurea è già un passato concluso………ma con questo passato remoto, sarà più corretto ma sembra che ti sia laureato anni fa….

  15. si ank io, come franza, ho rivisto il giorno della mia laurea… un giorno magnifico, ke nn dimenticherò mai…
    E, come dici tu, è bellissimo quando ti mostri sicuro e impaziente, di fronte ai tuoi "giudici".. e, se prima credevi di aver dimenticato tutto, in quei pochi secondi riesci, al contrario, a formulare un discorso logico e lineare, un discorso che anche a me, come te, ha racchiuso gli anni della triennale… in quel momento è come se avessi raccontato tutto quello che ho capito in quegli anni, le idee che avevo sulla mia futura professione, usando parole mie, semplici ed efficaci, e ricordo ancora la commissione che mi guardava, annuendo, continuamente.. mi guardava attenta e soddisfatta, ed io, automaticamente, mi sentivo ancora più soddisfatta e tranquilla. Ma il momento più bello è stato quello di cui tu parli.. l’attesa.. quando tutti aspettano l’esito, di fronte alla commissione.. tutti in piedi.. e quando senti quel "La proclamo dottore.." il cuore ti salta in gola e ti senti Dio…. come se chissà cosa avessi fatto.. ma è una sensazione bellissima, una di quelle che non si dimenticano mai…
    grazie x aver condiviso con noi la tua gioia, ne siamo felici 🙂
    ancora auguri, dottore 🙂

  16. Uh! sono la prima a commentare, non ci credo!!! ^^
    Beh insomma, mi è sembrato di rivivere il giorno della mia laurea, soprattutto quando parli dei 40 secondi di vita universitaria che ti scorrono davanti agli occhi e nelle vene, nel momento prima di entrare in scena.
    Ricordo tutta l’angoscia precedente a quel momento, l’ansia, le nottate al computer, l’esplosione di gioia che mi ha fatto sorridere e ridere per tutto il trempo dopo la proclamazione. Ricordo la fine di quel giorno, pensando a tutte le persone che mi hanno accompagnata fino a quel momento, a tutte quelle che sono venute alla mia laurea. E’ stato proprio bello!

    P.S. Noi la corona la mettiamo in testa, non al collo 🙂

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