Poesia di Ghiannis Ritsos – Pressapoco

Prende in mano oggetti scompagnati – una pietra, una tegola rotta, due fiammiferi bruciati, il chiodo arrugginito del muro di fronte, la foglia entrata dalla finestra, le gocce che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia che ieri il vento portò sui tuoi capelli, – li prende e là nel suo cortile costruisce pressappoco un albero.
In questo “pressappoco” sta la poesia.
La vedi?

di , tratta da La poesia delle cose

Traduzione di

Questi versi, di per sé, non è che rivelano una grande maestria nella composizione di una poesia.
E’ molto semplice, non ci sono grandi elaborazioni.
Eppure penso sia proprio questa semplicà ad essere affascinante.

Sembra quasi che venga descritta un’azione di qualcuno.
Una persona che raccoglie un insieme di oggetti che tra di loro non hanno alcun senso, che uniti l’un con l’altro non portano a nulla. Ma è proprio in questo nulla che si può vedere Poesia.

Probabilmente è un inno alla poesia stessa.
Può anche essere letta in modo tale da capire che alle volte basta davvero pochissimo per creare qualcosa che sia solenne come dei versi poetici. Un modo per insegnare ad apprezzare anche le cose o creazioni più assurde.
Laddove un soggetto non ci vede nulla un altro potrebbe vederci grandi significati nascosti.

La domanda finale è quasi inquisitoria: in questo niente, i tuoi occhi sono capaci di vedere qualcosa di poetico?

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