Green Zone: l’agente Bourne diventa mito

Ricordo quando Matt Damon iniziò la sua carriera cinematografica con paragoni che lo vedevano molto simile a Leonardo Di Caprio. Poi però cominciò a trovare la strada che lo ha portato al meritato successo, soprattutto nelle vesti dell’Agente Segreto della saga: The Bourne Identity, The Bourne Ultimatum e The Bourne Supremacy.

Il regista di questa straordinaria trilogia, Paul Greengrass, forse nostalgico di un Matt Damon degno di questo ruolo, ha deciso di cucire su di lui un nuovo film (secondo me capolavoro) di grande azione e anche di grande attualità: Green Zone.

L’attore interpreta l’ufficiale Roy Miller impegnato sul fronte della guerra in Iraq. Caduto il governo di Saddam Hussein, il suo compito è quello di recuperare le armi chimiche di distruzione di massa presenti ancora sul territorio. Nonostante le numerose spedizioni e ricerche presso i siti in cui dovrebbero trovarsi, le informazioni che arrivano dall’Intelligence (servizi segreti) non sono mai veritiere. Le armi chimiche non si trovano. Con la collaborazione della CIA, Roy Miller, scopre un piano e un patto segreto avvenuto prima dello scoppio della guerra tra Iraq e USA. Un patto che è stato poi la causa della guerra…

Il film è davvero molto bello e ricco di azione. Se dovessi trovare una nota negativa: le immagini con ripresa reale fanno veramente venire il mal di testa. Nonostante tutto: imperdibile!

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